martedì 14 febbraio 2012

Google compra Motorola: l’Europa approva


La Commissione Europea ha annunciato il proprio benestare per l’operazione con cui Google entrerà in possesso del gruppo Motorola Mobility. L’acquisizione era stata inizialmente ufficializzata nel giorno di Ferragosto del 2011 sulla base di una transazione da 12,5 miliardi di dollari, ma il processo richiedeva l’approvazione da parte delle maggiori autorità antitrust affinché nulla possa comportare ostruzioni anti-concorrenziali sul mercato.
La Commissione Europea ha acceso il semaforo verde adoperando tutte le dovute cautele, spiegando di non vedere problemi nell’avanzamento dell’operazione pur promettendo massima attenzione a qualsiasi osservazione dovesse giungere dai gruppi concorrenti al polo “googlerola”. Attenzione specifica verrà soprattutto riposta nella possibilità per cui Google possa utilizzare i brevetti acquisiti da Motorola a proprio vantaggio, ma anche a tal proposito le autorità europee hanno precisato di aver verificato il tutto con cautela: non ci sono motivi per cui l’operazione in sé possa aprire nuovi problemi per la concorrenza o, quantomeno, il quadro non risulta cambiare in modo sostanziale in conseguenza della chiusura dell’acquisizione.
La Commissione Europea ha focalizzato l’attenzione in particolare sulle licenze fondamentali per aderire agli standard su cui si reggono le comunicazioni mobile. Lo specifico di tali brevetti va concesso sulla base di licenze FRAND (in relazione a parametri quali ragionevolezza e non-discriminazione): nonostante Google abbia in mano Android, la Commissione Europea non ha intravisto possibili effetti distorsivi nell’acquisizione e pertanto ha dato il proprio nullaosta in quanto non sussisterebbero pregiudiziali tali da consigliare una decisione oppositiva.
Un dettaglio non indifferente è nelle parole conclusive della comunicazione, ove la Commissione spiega di aver effettuato la propria inchiesta in cooperazione con il Department of Justice americano.
La decisione annunciata dalla Commissione apre a Google la possibilità di utilizzare a piacimento gli asset ereditati da Motorola, cosa che potrebbe andare ben oltre il solo mondo Android: il possibile sbarco del gruppo nella produzione di device per l’entertainment passerà giocoforza anche per i progetti, le ricerche e le proprietà intellettuali del gruppo acquisito.

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